La bellezza dei ritratti nelle foto di Ilaria Magliocchetti Lombi

È una delle migliori fotografe italiane specializzate in ritratti ai musicisti. La nostra intervista

di Redazione Elita
Arte · 8 settembre 2016

Ilaria Magliocchetti Lombi è una bravissima fotografa di Roma. Ama fotografare i musicisti e ha collaborato con i nomi più importanti della scena rock italiana e non solo. Ha un talento raro nei ritratti: non solo riesce creare scenari affascinanti pur inserendo i soggetti in luoghi piuttosto comuni e semplici, ma è in grado di restituire delle emozioni molto forti, sia quando la persona si mette in posa, che quando viene presa di sorpresa. 

Per lei la fotografare diventa un modo per incontrare le persone e restituire loro qualcosa in cambio: «La fotografia ti dà la possibilità di entrare in contatto con persone che altrimenti non conosceresti mai» – commenta Ilaria – «Ho il permesso di addentrarmi in mondi sconosciuti con questo lasciapassare e, a volte, riuscire a restituire all’esterno quello che penso abbia valore e dargli un po’ di visibilità».

Quando e perché hai iniziato a scattare fotografie?
Ho iniziato a fotografare durante l’adolescenza, documentavo la vita dei miei amici e iniziavo a fare i primi ritratti. Il perché non lo so, mi venne molto spontaneo, credo fosse un modo di studiare meglio le persone, potermi avvicinare a quelle che mi affascinavano in alcuni casi e in altri avere dei ricordi da custodire e con cui farmi forza. Poi, poco dopo, ho iniziato a concentrarmi su una cosa precisa: la musica. Mio fratello aveva diversi gruppi e alcuni tra i miei amici più cari suonavano, così ho iniziato a prendere parte anch’io ai loro progetti fotografandoli. La musica è sempre stata importantissima per me, quindi mi è venuto naturale, è stato il mio modo per starci in mezzo e dare il mio contributo. E poi quella passione e quella tensione verso il proprio sogno, era come se stessimo facendo lo stesso percorso su binari diversi. Così ho iniziato anche a fare tanti live, ogni settimana, era la maniera per entrare in contatto con i gruppi che mi piacevano e presentarmi mostrando le foto che avevo fatto sperando di iniziare a lavorare per loro.

© ilaria magliocchetti lombi / contrasto

Massive Attack © ilaria magliocchetti lombi / contrasto

Qual è la cosa più difficile quando si fotografa un musicista?
Dipende qual è il motivo per cui lo sto fotografando, se lo sto fotografando per un suo progetto, se stiamo lavorando assieme, ecc. Forse la cosa più difficile è il riuscire a costruire un immaginario che rispetti, che valorizzi e che rappresenti al meglio la sua musica; che è diverso dal fare semplicemente una foto bella.

Fare ritratti è più difficile che scattare un’intera band?
No, ogni soggetto e ogni sessione è molto diversa. Tendenzialmente può essere il contrario: i ritratti di gruppo possono essere più difficili perché ci sono più persone da gestire e, ovviamente, le variabili da controllare si moltiplicano. Bisogna avere mille occhi, essere molto concentrati e trovare un canale di comunicazione per ogni persona. Poi, a volte, una cosa positiva è che, se nel gruppo c’è armonia, da subito c’è più energia in ballo e più dinamismo. Diventa uno scambio tra tutti, ed è molto diverso che scattare un solo soggetto.

Ani-Di-Franco-Rome-2014

Ani Di Franco / © ilaria magliocchetti lombi / contrasto

C’è un ritratto a cui sei particolarmente affezionata?
Sì, una foto che ho fatto ad Ani Di Franco qualche anno fa. Ero molto emozionata.

Spesso nelle tue foto ricorrono elementi naturali, è un qualcosa di fortemente voluto o è una scelta casuale?
Mi piace molto lavorare sul paesaggio e sull’interazione del soggetto con il paesaggio, che non è quasi mai scelto a caso. Amo molto fotografare in esterni e in location specifiche, è quello che ho fatto quasi esclusivamente fino a qualche anno fa. La natura offre tantissime soluzioni diverse, mi stimola il fatto che, da un momento all’altro, tutte le condizioni possano cambiare, basta un colpo di vento o una nuvola. Poi l’assenza di riferimenti temporali (scritte, macchine, pubblicità ecc) rende tutto un po’ sospeso.