I tanti volti del fashion: l’intervista alla fotografa Nadia Moro

Ci racconta il suo punto di vista sul mondo della moda e ha selezionato per noi alcuni dei suoi ritratti più belli

di Redazione Elita
Arte · 27 ottobre 2016

Nadia Moro è una fotografa di moda con un grande talento per i ritratti. Nata a Bassano del Grappa, ma da tempo trasferitasi a Milano, ha lavorato per magazine prestigiosi come Vogue, MaximL’Officiel e molti altri ancora. Ha selezionato per noi alcune delle sue foto più belle e ha risposto a qualche nostra domanda.

Come ti sei approcciata alla fotografia?
Tutto è nato per puro divertimento, ho iniziato svariati anni fa scattando foto ai concerti punk hardcore. Ai tempi studiavo ancora e, dopo il diploma, ho iniziato il mio primo lavoro “normale” e, nel frattempo, la fotografia continuava ad essere il mio divertimento da sviluppare nel tempo libero. Ad un certo punto ho deciso di smontare tutto: mi sono iscritta all’Università di Trento, ho seguito alcuni corsi dello Ied e ho iniziato a fare da assistente a vari fotografi. Mi sono trasferita a Milano ed ecco che la fotografia è diventata il mio lavoro. Ad oggi, per me, la fotografia è ancora divertimento. Talvolta è un rischio, ma il gioco vale la candela…

Qual è la prima cosa che bisogna imparare quando si fotografa una modella?
Faccio un passo indietro, mi rivedo quando cominciavo ad avvicinarmi alla fotografia di moda: avrei dovuto subito mettere da parte tutto ciò che riguardava la tecnica fotografica; mi irrigidiva, mi faceva andare troppo in là… Cercavo la luce, provavo più luci, mi sfidavo e non mi  bastavano mai il soggetto o la scena scelta. Mi dimenticavo della parte più importante: è un po’ come per i bambini, se gli dai pochi essenziali elementi si divertono e sperimentano quelli, se gli dai troppe cose si perdono fino alla noia, e scende la magia…

Qual è tutt’ora l’aspetto più difficile del tuo lavoro?
Essere un’imprenditrice. Lo ero nel mio precedente lavoro, in questo non ne ho tanta voglia sai? (ride). Sarebbe bello vivere di creatività, fantasia, pane e amore, ma non basta.

Ad oggi qual è per te la modella più affascinante in assoluto?
In senso assoluto non c’è per me un’unica modella che potrei definire “la più affascinante”. Ho una wishlist di decine di modelle attuali – new faces o già top – che reputo molto interessanti, sia per la loro estetica che per il loro modo di essere. Alcune hanno già sfondato emergendo molto rapidamente e potranno rimanere tali ancora per qualche mese/anno, per poi sparire in breve tempo.
L’aggettivo “affascinante” lo utilizzerei per attrici  – talvolta modelle – intramontabili come Jennifer Connelly Eva Green, o per modelle come Laetitia Casta, Doutzen Kroes, Lara Stone. Ti citerei anche Brooke Shields, soprattutto per i video di Calvin Klein degli anni ’80, affascinanti e divertenti senza troppi condimenti. Oppure Tilda Swinton – ancora un’altra fra le attrici – carica di fascino e che trasuda eleganza, giusto per citare un esempio meno morbido e femminino. Così, di getto, penso a loro.

Il portfolio selezionato da Nadia Moro per Elita.it

Tra i tuoi ritratti, invece, qual è lo scatto a cui sei più affezionata?
Quello del sorriso di Sophie. Spontaneo, pulito, in quel momento c’era ed era lei. In questa immagine c’è tutto e niente. Non c’è “la moda” ma sa di “attitudine moda”. Ha un’energia che mi piace e mi ci ritrovo in pieno.

Ogni tuo set richiede una lunga preparazione?
Buona parte dei set richiedono lo sviluppo di un’idea, il coordinamento del team e la ricerca degli elementi del set, siano essi oggetti, persone o spazi. Il sopralluogo della location è una fase che mi appassiona molto, soprattutto quando si tratta di luoghi di un certo tipo e non il semplice studio fotografico. Il casting per la modella è invece la fase che reputo determinante: la modella che preferisco talvolta diventa un chiodo fisso e non una semplice ricerca estetica della potenziale candidata, mi interessa quella e tutte le altre non vanno bene.

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Del mondo della moda cosa apprezzi di più?
Direi vestirmi bene, che per me spesso è l’unione di un jeans e di una maglia. Per quanto riguarda il fashion system, invece, spesso mi pongo come agnostica. Della moda apprezzo l’estetica in assoluto: curarmi dell’estetica mentre infilo l’occhio nell’obiettivo mi piace molto.

E cosa ti piace meno?
Del mondo della moda non apprezzo il fatto che seppur non salvi il mondo – né salvi vite – spesso si inneschino dinamiche che non giustificano determinate azioni/reazioni. Talvolta mi piacerebbe davvero salvare il mondo, ora sono qui e faccio del mio meglio per rimanere una persona con la testa sulle spalle e un senso civico che intorno a me si sta perdendo.

Il portfolio selezionato da Nadia Moro per Elita.it

I tuoi prossimi progetti quali saranno?
La sparo: vivere alla giornata con serenità e mai abbassando la guardia. In una dimensione allargata, invece, il mio obiettivo è lavorare con i miei clienti abituali, coltivare il rapporto con l’agente che ad oggi mi rappresenta e che crede molto in me, ovvero Paola Sciarretta, e seguire i progetti di Studio Prism, ovvero l’agenzia di comunicazione che seguo con il mio compagno Federico Albertini.
Come proposito singolo, poi, voglio quanto prima ultimare il nostro progetto di ricerca As you come 02. Come tutti i progetti personali è partito, si è arenato e ora sta per vedere la luce. Si tratta di ritratti di circa 40 modelle, mixati a immagini di ricerca scattate durante un lungo tour fatto nel 2015 verso i paesi dell’ex comunismo. Ritratti imperfetti per scenari altrettanto desueti. A breve andrà in stampa.