UMURU: il nuovo progetto di Jonathan Calugi e Ray Oranges

I due illustratori realizzeranno insieme due giganteschi murales nello spazio exComac di Soverato, in provincia di Catanzaro. Ci raccontano in anteprima questa nuova collaborazione.

di Redazione Elita
Arte · 28 luglio 2016

Il prossimo 30 e 31 luglio lo spazio exComac di Soverato, in provincia di Catanzaro, affronterà una nuova sfida. Dopo il gigantesco robot costruito poche settimane fa dall’artista Massimo Sirelli, gli organizzatori presenteranno UMURUdue murales realizzati da due artisti molto importanti: Jonathan Calugi e Ray Oranges.

Si tratta di due tra i più interessanti illustratori italiani: il primo, di Pistoia, ha collaborato con molti brand illustri e con testate del calibro del New York Times. Il secondo è di Catanzaro ma vive a Firenze, ha lavorato per il Sole 24 Ore e per campagne pubblicitarie prestigiose che lo hanno portato a vincere diversi premi (tra i tanti, il Silver Lion a Cannes). 

I due artisti descrivono UMURU come una gigantesca jam session dove forme e colori troveranno una speciale armonia dialogando tra di loro.

«Sarà una struttura musicale in evoluzione.» – commentano –«Un free jazz libero da considerazioni commerciali rivolto al puro gusto del viversi quel momento. Vorrà dire diventare esecutori e spettatori nello stesso istante, immersi in un ambiente libero. Due punti ed una linea per raccontare come tutto può essere semplice. Il messaggio è il più semplice di tutti: enjoy summer and spread love».

Pur avendo due stili molto personali e riconoscibili, hanno in comune una passione per i disegni minimali e per i delicati accostamenti di colore. Vederli lavorare insieme sarà veramente affascinante: abbiamo chiesto come è nata questa collaborazione a Federica Caglioti, il direttore artistico di exComac.

«Conosco Ray da anni, prima ancora che diventasse un nome conosciuto.» – risponde Federica – «L’ho contattato qualche mese prima di lanciare l’exComac e gli ho raccontato cosa stavamo facendo e quanto mi sarebbe piaciuto coinvolgerlo. Lui era entusiasta dell’operazione: dalla chiacchierata sono nate tante idee e sono stati menzionati tanti nomi, fra tutti quello di Jonathan Calugi. Jonathan ha sposato a pieno l’idea di apportare un contributo artistico effettivamente gratuito, facendoci dono del suo tempo e delle sue capacità artistico/creative. Questa combo sarà per loro la prima volta in cui lavoreranno insieme a 4 mani. Siamo onorati di poter ospitare e fare nostro questo intervento».

13833236_1087820041299195_828615023_o

Quello dell’exComac è sicuramente un progetto ambizioso che vuole utilizzare l’arte come strumento principale per riqualificare gli spazi abbandonati. L’ex fabbrica, un tempo dedicata al materiale edile, è diventata un luogo di incontro dove le persone possono trovarsi per lavorare e creare nuovi eventi. L’iniziativa sta suscitando parecchio interesse da parte degli abitanti di Soverato.

«Non molti ci hanno capiti, ma moltissimi ci hanno fruiti» – conclude l’organizzatrice – «l’exComac ha tanti punti d’accesso e spesso capita che chi entri da un lato titubante, attraversi la struttura nella sua lunghezza ed esca dall’altro. Dovremmo inserire qualche GoPro nascosta e registrare le espressioni dei nostri sfuggenti visitatori in uscita, ne verrebbe fuori una carrellata di stupore, incredulità, shock e diffidenza. Ci auspichiamo che col tempo questo scoglio, l’incomprensione, possa essere superato da tutti e che questo spazio riesca a trovare una sua connotazione che esuli dai due/tre principali punti di riferimento per le gente del posto: il ristorante, il locale, la discoteca; exComac è tutt’altra cosa».

 

Elita ti consiglia: Bibio – Feeling

Love it like you’re living a daydream…