Il mondo dei robot di Massimo Sirelli

La sua casa di adozioni “Adotta un Robot” è la prima casa di adozioni di robot toys al mondo

di Redazione Elita
Design · 20 Ottobre 2016

Massimo Sirelli è un designer e uno street-artist di Catanzaro che da tempo si è trasferito a Torino. Dopo un passato come art director dove ha lavorato con brand come Coca Cola, Ferrero, Fiat e altri, negli ultimi anni si è concentrato su una delle sue più grandi passioni: i robot e le nuove tecniche di upcycling.

Ha costruito grandi installazioni utilizzando cassette di plastica per la frutta – come il robot realizzato al Farm Cultural Park, il centro culturale di Agrigento – e recentemente ha anche curato una linea di borse per Jadise. 

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Tra i suoi progetti più importanti c’è Adotta un robot, la prima casa adozioni di robot al mondo: «adoro i robot da sempre, sono cresciuto negli anni ’80 quando in tv Mazinga, Transformers, Voltron occupavano le mie giornate» – racconta Massimo – «Ho camminato nelle fitte vie di Khan el-khalili a Il Cairo, ho contrattato con i venditori di Monastiraki ad Atene, nei vicoli del Barrio Gotico e tra i banchi polverosi del mercato de Los Encantes a Barcelona. Ho sempre avuto una forte attrazione per le cantine, i garage, le soffitte e i cassetti pieni di robe vecchie e non utilizzate. Costruire questi robot per me è un atto d’amore, cercando di raccontare le storie di vita delle persone che ho incontrato e degli amici che mi stanno intorno».

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A partire dal 5 novembre, Massimo curerà anche una serie di workshop a Milano, all’interno dell’Accademia dei Bambini di Fondazione Prada, sul tema dell’empatia dei bambini nei confronti dell’oggetto animato e del rapporto empatico tra esseri umani. Ha raccolto per noi una gallery con i suoi robot più belli e ha risposto a qualche domanda.

Sai individuare dove nasce la tua passione per i robot?
Domanda difficile… i miei robot hanno conosciuto il pubblico nel 2014, ma la mia passione per i robot c’è da sempre. Il desiderio di creare qualcosa che avesse a che fare con i robot era nel cassetto dei progetti da forse un decennio. I primi robot risalgono al 2005 o forse prima. La passione per gli oggetti del passato e la passione per i robot di metallo mi accompagnano da che ho memoria. Diciamo che poi ho messo le cose insieme.

Da piccolo ce n’era uno in particolare che ti ha colpito particolarmente?
Da piccolo ero un super fan di Voltron. Ve lo ricordate? I cinque leoni di cinque colori diversi che si univano a formare un super robot?

Ci racconti il progetto Adotta un robot?
Adotta un robot è un progetto personale. Intimo, nel senso letterale del termine. È nato per esigenza di esorcizzare ricordi e oggetti carichi di significato, e quale miglior modo di dar valore e vita a oggetti che sarebbero finiti nella soffitta? Adotta un robot è la prima casa di adozione di robot da compagnia, e sul mio sito i miei robot cercano una nuova famiglia. Solo chi scriverà una bella lettera di richiesta di adozione riceverà la mia risposta.

Quanti robot hai realizzato finora?
Oltre un centinaio, tra quelli che hanno trovato casa e quelli che sono ancora in cerca.

Ci sono pezzi particolarmente preziosi?
Tutti i pezzi che utilizzo lo sono. O perché sono parte del mio vissuto, quindi sono ricordi e pezzi di vita… oppure perché li ho scovati in qualche mercato in posti improbabili a volte rischiando di non tornare a casa la sera.

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Il tuo preferito della collezione qual è?
Tutti i miei robot sono speciali, come diceva qualcuno “Ogne scarrafone è bell’ a mamma soja” o no? Però l’unico che vive a casa con me è Martino.

Tra i grandi designer e progettisti che si sono occupati di robot, qual è il tuo preferito?
Hiro Hamada. Sapete di chi sto parlando, no? Beh il mio progettista e designer preferito è senza dubbio, il ragazzino nerd protagonista del film di animazione Big Hero 6. Se non lo avete visto, fatelo subito. W i robot!