Roots: 5 folksinger italiani che dovete assolutamente conoscere

Breve guida al nuovo folk italiano

di Redazione Elita
Musica · 6 Settembre 2016

Se siete rimasti ai gruppi e ai cantanti folk degli anni ’70 è meglio che diate una rispolverata alla vostra discografia. Negli ultimi anni si è fatta notare una nuova generazione di folksinger italiani capaci di scrivere canzoni che nulla hanno da invidiare ai nomi esteri. Che si tratti di usare il dialetto o l’inglese, ci sono cantautori che stanno portando avanti dei progetti davvero personali e molto interessanti. Eccone cinque che dovete assolutamente conoscere.

 

KRANO

Krano è il progetto solista di Marco Spigariol, già nei Movie Star Junkies e nei Vermillion Sands. Nel 2012 si è ritirato per un lungo periodo sulle colline di Valdobbiadene e ha iniziato a scrivere canzoni. Il risultato è Requescat In Plavem, il suo disco d’esordio pubblicato quest’anno dalla bolognese Maple Death Records. Ha due principali qualità: la prima è che canta in dialetto veneto ma quasi non ce se ne accorge (sembra inglese), la seconda è che in grado di utilizzare stili di scrittura diversi che possono ricordare Neil Young come Brian Wilson ottenendo sempre colori e sfumature molto particolari.

Merita perché: pur cantando in italiano regge benissimo il confronto con l’estero.

 

THE SLEEPING TREE

The Sleeping Tree è Giulio Frausin, il chitarrista dei Mellow Mood, uno dei più importanti gruppi reggae italiani che da anni sta raccogliendo consensi in tutto il mondo. Da solista scrive canzoni chitarra e voce che stupiscono per una struttura forte e riconoscibile, pur essendo sempre piuttosto delicate e dolci. L’ultimo suo album risale al 2013, si intitola Painless ed è stato pubblicato da La Tempesta International. Ve lo consigliamo.

Merita perché: dal vivo è davvero qualcosa di unico.

 

THE LEADING GUY

Il suo Memorandum – pubblicato nel 2015 dalla Lady Lovely e dalla Reddarmy Records – è stato un piccolo fulmine a ciel sereno. Simone Zampieri – aka The Leading Guy – ha una bellissima voce e una grande passione per la canzone folk americana. Nei suoi brani potete ritrovare gli WilcoBob Dylan o Bill Callahan e lui ci aggiunge sempre una sfumatura personale e unica. Riesce ad essere leggero ma al tempo toccante. Ha sicuramente un gran potenziale e merita di essere tenuto d’occhio.

Merita perché: ha un tipo di songwriting veramente personale.

 

WRONGONYOU

Classe 1990, Marco Zitelli è un cantautore romano che si ispira chiaramente al folk d’oltreoceano. I richiami a Bon Iver sono innegabili ma, se si ascoltano meglio le sue canzoni, si capisce come abbia un un tipo di scrittura molto personale e particolare. Stupisce per come riesca a emozionarti con poco. Dal vivo, poi, è in grado di lasciarti a bocca aperta semplicemente utilizzando una chitarra acustica e un effetto per la voce. L’attesa per il suo primo album d’esordio si fa sempre più grande.

Merita perché: ha un enorme talento.

 

AL THE COORDINATOR

Al The Coordinator è lo pseudonimo di Aldo D’Orrico, già chitarra nei cosentini Miss Fraulein. Tra quelli proposti finora è sicuramente il nome più vicino al folk americano di stampo classico, con chiare influenze country ed una voce calda in stile Johnny Cash. Ha esordito quest’anno con Join The Coordinator, un disco pubblicato dall’etichette Gas Vintage Records e La Lumaca Dischi che raccoglie 10 canzoni, quasi tutte fatte solo chitarra-voce.

merita perché: per la cura dei suoni e per questa voce così profonda.